Hai sentito parlare di Lean Six Sigma e non sai come districarti tra le varie ‘cinture’?
Sei intimidito dal concetto di Miglioramento Continuo e non sai da dove cominciare?
Vuoi diffondere i principi del Lean Six Sigma in modo rapido ed efficace?
Potrebbe interessarti un approfondimento sul significato e sul valore della Yellow Belt.
Il punto di partenza è ovviamente nel connubio tra la metodologia Six Sigma e il Lean Thinking.
In Breve: l’ottimizzazione perseguendo, da un lato la riduzione della variabilità dei processi, dall’altro la caccia agli sprechi. Anche per chi avesse l’ambizione di inseguire le Certificazioni Green Belt eBlack Belt, scegliere il corso Yellow Belt rappresenta un approccio funzionale.
È il primo passo alla scoperta di un nuovo modo di vedere l’azienda e il proprio lavoro.
La struttura del corso Yellow Belt
Il corso Yellow Belt, come ogni altro offerto da Leanprove, è fondato sul principio della didattica interattiva.
Il racconto delle fasi della metodologia Lean Six Sigma e degli strumenti utili a svilupparla avviene portando costantemente a terra la teoria attraverso esempi pratici.
Il percorso di apprendimento è ritmato da:
- business game
- esercitazioni pratiche
- case study.
Inizia il tuo percorso verso l’eccellenza operativa
Una parte del programma è riservata ai principi del Lean Thinking e ai suoi strumenti, con particolare attenzione a:
• Value Stream Mapping (VSM), fondamentale a descrivere il processo as is
attraverso un’attenta mappatura;
• 5 S strumentale a rendere (e mantenere) l’ambiente di lavoro pulito e ordinato;
• Kanban e Heijunka , che concorrono a gestire il flusso della produzione;
• Poka Yoke e Jidoka , volti a evitare gli errori umani o a individuarli tempestivamente;
• 5 Perché, che aiuta a scendere in profondità alla ricerca della root cause.
L’altro messaggio fondamentale è l’importanza di ridurre la variabilità dei processi.
La strada per raggiungere obiettivi tanto ambiziosi passa attraverso le 5 fasi del DMAIC:
• Define, nella quale il problema viene definito e con esso la ragione per
cui merita di essere affrontato, il parametro attraverso cui giudicarlo e
l’obiettivo che ci poniamo;
• Measure, che a livello di tempo è la più impegnativa, perché bisogna scegliere lo strumento di misurazione, verificarne l’attendibilità, valutare l’eventuale opportunità di campionamento e infine raccogliere i dati destinati a rivelare l’origine della criticità;
• Analyze, in cui all’analisi dei dati (quantitativa) si affianca quella qualitativa, nella quale l’esperienza giunge in soccorso per facilitare l’identificazione della causa radice del problema;
• Improve, dove si scelgono, sviluppano, testano e implementano le soluzioni individuate;
• Control, non meno importante delle precedenti, perché, non solo certifica la bontà del lavoro svolto, ma monitora gli effetti del miglioramento, verifica che le nuove procedure non siano dimenticate rapidamente e studia le possibilità di estendere le nuove pratiche ad altri processi.
Il cammino offrirà l’occasione di applicare gli strumenti per mappare il
processo e per calcolarne il rendimento, il diagramma di Pareto e quello di Ishikawa , la Matrice delle Priorità e le Carte di Controllo.
La possibilità di sviluppare, in fase di apprendimento, un progetto operativo di miglioramento è la chiave per comprenderne l’enorme potenziale.
Da questo punto di vista, un affiancamento (coaching) rappresenta un supporto fondamentale e favorisce la comprensione dei concetti appresi grazie al learning by doing.
Punti Chiave
• Nuovo approccio al lavoro: responsabilità individuale che travalica funzioni e mansioni
• Diverso sguardo ai processi: ricerca del dato come testimone e guida per raggiungere l’efficienza e abbattere gli sprechi
• Miglioramento Continuo, standardizzazione ed eventuale estensione delle soluzioni ad altri processi
• Focalizzazione sul cliente, che non è necessariamente il fruitore del prodotto finale, ma più spesso chi trasforma il nostro output nel proprio input (cliente interno: responsabile della fase successiva del processo)
• Competenze trasversali, utili indipendentemente dal core business dell’azienda e in ogni ambito aziendale
Le conoscenze di una Yellow Belt:
- capacità di sviluppare un progetto di miglioramento (che non presenti particolare complessità) attraverso l’applicazione delle 5 fasi del modello DMAIC;
- significato e applicazione dei principali strumenti della filosofia Lean;
- formazione di base in ambito statistico.
3 benefici di avere una Yellow Belt nella tua organizzazione
L’impatto che una Yellow Belt può produrre nel contesto dell’azienda è notevole, ma l’entità dei vantaggi che porta in dote dipende, almeno in parte, dal contesto. A seconda della diffusione della metodologia Lean Six Sigma in azienda, una Yellow Belt garantisce:
- un team member in grado di supportare con grande efficacia la Green
Belt che gestisce un complesso progetto di miglioramento - una risorsa capace di individuare le criticità e di suggerire soluzioni
per ridurre non conformità e sprechi - una risorsa in grado di sviluppare in autonomia un progetto di piccola
o media portata
Inserire una Yellow Belt in azienda può essere il primo passo di avvicinamento alla metodologia, così come un tassello che si innesta in un ambiente dove il Lean Six Sigma è noto e nel quale, in materia, è ormai diffuso un linguaggio comune. Nel secondo caso, si può immaginare un’organizzazione dotata di un
ufficio dedicato al Miglioramento Continuo, nel quale una Black Belt assegna progetti a gruppi di lavoro in cui Green Belt e Yellow Belt sono affiancati o alternati in ragione delle rispettive competenze e delle complessità affrontate.
Perché scegliere il percorso Yellow Belt
In conclusione, per quale ragione un’azienda dovrebbe aggiungere una Yellow Belt al proprio organico? In linea con quanto raccontato nei paragrafi precedenti, non esiste una sola risposta a questa domanda. Senza dubbio investire sulla formazione di una Yellow Belt è un buona risposta sia che la finalità sia iniziare un percorso di trasformazione del mindset aziendale, sia che appaia necessario irrobustire il processo di diffusione della mentalità del Miglioramento Continuo.