Dalla gestione del tempo alla gestione di se stessi

“Ho seguito tanti corsi di time management, faccio le mie to-do list, ho il calendario pieno, ma mi sembra sempre di andare di fretta e di non aver mai abbastanza tempo” 

Questa è una frase che ci sentiamo dire molto spesso.  

La grande verità è che il tempo non cresce né diminuisce, ma è come noi lo gestiamo.  

Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione delle teorie di Time Management, e anche noi come formatori abbiamo cambiato il nostro punto di vista.  

Se prima pensavamo che imparare uno strumento di Time Management ci potesse in qualche modo risolvere tutti i mali e farci diventare sempre più organizzati, ora abbiamo imparato che non è il tempo che dobbiamo gestire, ma il rapporto che abbiamo con il tempo. 

Tutti noi abbiamo un modo personale di vivere ed approcciare la gestione del tempo, ci sono molti fattori emotivi, abitudini e modalità di gestione che andrebbero analizzati per poi trovare lo strumento giusto. Ed è per questo che iniziamo a parlare della gestione di sé e non del tempo.  

Cosa intendiamo per la gestione di sé? Facciamo 2 esempi:  

Procrastinare 

A chi procrastina è facile consigliare di suddividere il lavoro che deve fare per arrivare, prima della deadline, ad aver terminato il compito. Ma come mai, anche sapendo quale sarebbe il metodo giusto da adottare, quella persona continua a procrastinare, arrivando sempre al limite della deadline e a volte oltre?  

In verità, chi procrastina la maggior parte delle volte è guidato dalla paura di non riuscire a completare il compito, oppure di non esserne all’altezza. Oppure potrebbe essere distratto facilmente dalla “soddisfazione immediata”, mettendo da parte la “soddisfazione a lungo termine”. Si tratta quindi di una modalità di gestione emotiva che non porta il risultato sperato. L’unico modo per gestirlo al meglio è chiederci cosa ci spaventa, oppure come mai stiamo ricercando una soddisfazione immediata e non a lungo termine.  

Priorità 

Quando sentiamo confusione nella nostra organizzazione quotidiana delle attività, dovremmo provare a pensare se le nostre priorità sono in linea con i nostri obiettivi a lungo termine, o se invece stiamo seguendo le priorità degli altri. Anche in questo caso l’analisi degli eventi può mettere in evidenza una cattiva gestione di sé: se ci facciamo guidare dal voler accontentare tutti o essere accettati da tutti, non organizzeremo mai il nostro tempo in base alle nostre priorità, ma solo in base ai bisogni degli altri. Non si tratta di uno strumento, ma di un esercizio di introspezione personale sull’accettazione.  

Quindi, prima di cercare le risposte in metodi logici, cerchiamo di capire la gestione che abbiamo di noi stessi all’interno del nostro quotidiano e come percepiamo il tempo.  

Ci siamo fatti più volte questa domanda e abbiamo creato un percorso per analizzare il rapporto che abbiamo con il tempo e come lo gestiamo, per individuare poi gli strumenti più adatti da utilizzare per i nostri bisogni e abitudini. 

Vieni a conoscere il nostro percorso sul Time Management.

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